Tecnica Fotosub
Inserito il 06 Gennaio 2005 alle ore 19:47
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Prima di entrare nei problemi delle riprese subacquee è bene familiarizzare, con alcune leggi di fisica che regolano il comportamento della luce sott’acqua e per far cio’ mi serviro’ di foto e di alcuni disegni estratti dal web. I fotosub sono spesso convinti che sott’acqua la quantità di luce sia scarsa e che quindi siano necessarie luci artificiali per potere effettuare le riprese. Non è del tutto esatto dato che soltanto oltre i 400 metri vi è il buio totale. Alle profondità del subacqueo ricreativo, quasi sempre, di luce ce n’è a sufficienza. |
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Assorbimento selettivo: solo la luce artificiale riesce a ridare i colori. il sub in secondo piano è illuminato dalla luce ambiente ed appare monocroma-ticamente azzurro scuro. Foto scattata a - 25 |
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La luce è un "treno" di onde elettromagnetiche con una lunghezza di banda comprese tra 380 e 750 millimicron; le onde elettromagnetiche con lunghezza d’onda non compresa fra questi valori non è visibile ai nostri occhi ad esempio l’infrarosso, l’ultravioletto. L’acqua funge da filtro cromatico attenuando, fino a farli scomparire, i vari colori ad una determinata profondità. Il ROSSO è il colore che scompare per primo. A -5 m. ne rimane il 5%. di conseguenza a -5 msi attenua anche l'arancio e così via come riportato nella tabella a fianco. |
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Assorbimento selettivo: a - 46m ci appare tutto di colore azzurro-verde |
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A causa di questo fenomeno a circa -30 m., il paesaggio sottomarino ci appare monocromaticamente VERDE-AZZURRO. Di luce per fare le nostre riprese ne abbiamo comunque a sufficienza anche se saranno monocromatiche. L’assorbimento selettivo dei colori non dipende soltanto dalla profondità , ma anche dalla massa d’acqua che è posta tra la superficie ed il soggetto e fra questi ed il nostro obiettivo. A causa del fenomeno dell'assorbimento selettivo dei colori è indispensabile, quasi sempre, utilizzare le fonti artificiali di luce come i flashes o i fari per ridare i colori ai nostri soggetti illuminandoli da un adistanza tale da non essere nuovamente influenzati dall’assorbimento selettivo. Noi percepiamo la realtà in modo diverso dalla fotocamera/videocamera, perchè il nostro occhio non è come un obiettivo e costituisce un unicum con il cervello che elabora le immagini, e da un' interpretazione della realtà con le informazioni che giungono dalla memoria e quindi costruisce un’immagine non reale. A causa di questa nostra capacità spesso ci accade di "vedere" colori ad una profondità alla quale non possono esistere, specialmente per il ROSSO. Dobbiamo quindi abituarci a "decerebrare" la nostra percezione visiva ed a vedere solo con l’obiettivo della nostra camera per non avere delusioni nel rivedere le riprese che abbiamo effettuato. |
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L'assorbimento selettivo dei colori dipende oltre che dalla profondità anche delle distanze tra la superficie ed il soggetto e fra questo e l'obiettivo. Nei casi di questo esempio il percorso totale della luce è sempre di 4 metri, quindi l'assorbimento selettivo dei colori è uguale. La qualità della foto risulterà migliore quella scattata ad 1 metro di distanza obiettivo-soggetto, anche se è fatta ad una profondità maggiore, e ciò perché c'è una massa d'acqua notevolmente inferiore tra l'obbiettivo ed il soggetto per cui risulteranno minori gli effetti dovuti al fenomeno della diffusione quindi la foto avrà un miglior contrasto e definizione rispetto a quella scattata a 3 metri di distanza obiettivo-soggetto. |
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RIFLESSIONE |
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Quando un raggio di luce supera la superficie dell'acqua passa ad un mezzo di trasmissione di maggiore densità, per cui a causa del fenomeno della rifrazione viene deviato dalla sua direzione originale dal punto di contatto aria/acqua e tende ad avvicinarsi alla perpendicolare della linea di contatto tra i due elementi. Se un raggio di luce, riflesso dal fondo verso la superficie, colpisce la stessa con un angolo d'incidenza maggiore di 48,5° viene riflesso verso il fondo con un angolo uguale, questo effetto viene chiamato fenomeno della riflessione; se l'angolo d'incidenza è inferiore a 48,5° il raggio fuoriesce dall'acqua e subisce il fenomeno della rifrazione. |
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Questo fenomeno è di grande importanza per il fotosub e conoscerne i segreti aiuta a capire molti fenomeni che c'interessano in pratica. Ciò spiega per esempio il motivo per cui quando mettiamo i nostri occhi, "progettati" per funzionare in aria, sott'acqua, vediamo tutto sfuocato : essi si comportano come se fossero ipermetropi di circa 40 diottrie e quindi non riusciamo a mettere a fuoco le immagini. Se invece mettiamo la maschera, se cioè frapponiamo tra l'acqua ed i nostri occhi una bolla d'aria, i raggi di luce, sottostando al fenomeno della rifrazione, permettono al nostro occhio di mettere a fuoco le immagini; in questo caso però il nostro soggetto ci apparirà più' vicino di ¼ e più grande di 1/3. In pratica è come se mettessimo una lente d'ingrandimento davanti gli occhi ! Tutto quanto sopra detto a proposito della rifrazione mi serve per puntualizzare un concetto che spesso i principianti non hanno ben chiaro e cioè quello dalla messa a fuoco con le macchine fotografiche subacquee tradizionali: essa rappresenta un problema nella stessa misura in cui lo è per le foto "terrestri". Tra l'obiettivo della nostra macchina fotografica subacquea e l'acqua c'è uno strato (più o meno grande) di aria così come tra il nostro occhio e la maschera per cui l'obiettivo "vede" con le stesse modalità e con gli stessi errori con cui vede il nostro occhio, quindi se un pesce è posto ad 1 m. dal nostro occhio, noi lo stimiamo a 0,75 m., ma anche "l'occhio" della nostra fotocamera, cioè l'obiettivo lo vede a 0,75 m. quindi sia il nostro occhio, sia l'obiettivo fanno lo stesso errore ! ! Per cui non esiste problema di sorta, se non quello d'imparare a valutare la distanza ad occhio. |
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E' chiaro che con le macchine reflex ed a maggior ragione autofocus non si pone neanche questo problema . Un altro importante problema dovuto al fenomeno della rifrazione è quello della riduzione del campo visivo provocato dall'aumento della lunghezza focale dell'obiettivo. Un obiettivo di 35mm. (che ha un campo visivo di 63°) diventerà un 47mm. con un campo di 50°. Un obiettivo normale da 50 mm. (che ha un campo di 47°) diventerà un 67 mm. (con un campo di 36°). Ciò spiega la necessità di usare sott'acqua ottiche a corta focale in quanto si cerca di avvicinarsi sempre al massimo al soggetto per interporre la minor massa d'acqua possibile. Questa regola ha la sua eccezione comunque nell'uso di ottiche medio tele-macro per la caccia fotosub. Anche l'uso di oblò a cupola risolve questo problema ma ne parleremo nel capitolo specifico. |
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ESTINZIONE |
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RIEPILOGO DEI FENOMENI OTTICI |
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Ormai è un luogo comune sentirsi dire " Per fare buone riprese sub bisogna avere un grandangolo! " |
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Nella foto esiste un solo piano di messa a fuoco in quanto tutti i punti che si trovano davanti e dietro a questo diventano progressivamente sfuocati. Queste informazioni tridimensionali vengono riportate su di un paino a due dimensioni e ci vengono rese come dei cerchi chiamati "cerchi di confusione". In pratica man mano che i punti si allontanano dal piano di messa a fuoco si trasformano in cerchi che, superato un certo diametro, ci danno l'impressione dell'immagine sfocata. Supponiamo di fotografare con un grandangolo 3 pesci di uguali dimensioni, ma posti su piani diversi, con il piano di messa a fuoco posto sul secondo pesce. Osservando il fotogramma A tutti e tre i pesci appariranno a fuoco perché i cerchi di confusione sono entro limiti accettabili per i nostri occhi; osservando invece il fotogramma B, ingrandito, il primo ed il terzo pesce appariranno sfocati perché con l'ingrandimento si saranno ingranditi anche i cerchi di confusione. |
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Vediamo quali sono i motivi di questa affermazione : Vediamo di approfondirne il significato di queste affermazioni specialmente da un punto di vista ottico. |
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SENSIBILITA' |
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LATITUDINE DI POSA |
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Da quanto sopra descritto si evince che basterebbe possedere un esposimetro subacqueo per sapere la giusta regolazione dei tempi e dell'apertura del diaframma. Purtroppo non è vero, per risolvere tutti i problemi usando una macchina manuale sott'acqua è necessario non solo interpretare i valori che ci dà l'esposimetro, ma anche sapere come si usa questo strumento sott'acqua. L'esposimetro non ci dà la perfetta esposizione per il soggetto che vogliamo fotografare in quel momento ma dobbiamo giudicarla poiché entra in campo il gusto personale e non a tutti piace la stessa densità cromatica, il soggetto può essere reso con tonalità più o meno chiare ed apparire riprodotto in modo migliore o peggiore del reale se viene reso più chiaro o più scuro, più o meno saturo, esaltando o diminuendo i dettagli. Dunque l'esposimetro può darci solo un sicuro punto di partenza, deve essere considerato un apparecchio che legge l'intensità luminosa e che serve a darci un'esposizione di base, formulando anche una rosa di tempi e diaframmi che ci permetteranno di scegliere la migliore combinazione per quella determinata foto. Sott'acqua si usano gli esposimetri a luce riflessa ma per usarli correttamente è bene rispettare alcune regole : |
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Fino ad ora abbiamo parlato dell' esposizione per le foto a luce ambiente, ma quando si usa il flash le cose si complicano. In questo caso l'esposizione deve essere scelta in relazione alla luce ambiente alla distanza flash - soggetto - obiettivo, alla potenza del flash. |
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1) Scegliere un soggetto fisso che abbia almeno due colori che non abbia predominanze di chiari o scuri e fissare il flash alla stessa distanza dall'obiettivo. |
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Da ricordare: |


















